Ci-Bus

Ci-Bus

10:30 | 12:30 | 15:00

Partenza dalla Fiera, Via Ticino 72, Abbiategrasso

“Bus del Gusto

ALLA SCOPERTA DELLE BELLEZZE DI ABBIATEGRASSO E DEI SAPORI DELLA TRADIZIONE CON IL BUS DEL GUSTO

Tour della città sul Bus del Gusto alla scoperta di arte, architettura e storia dei principali monumenti di Abbiategrasso e dei locali e ristoranti di periferia con le loro proposte enogastronomiche, in collaborazione con Pro Loco Abbiategrasso.

Coniugare i piaceri del palato con le bellezze storico-artistiche della città di Abbiategrasso. Senza lo stress di spostarsi con la macchina, ma con al tempo stesso la possibilità di raggiungere mete anche molto distanti tra loro, ospiti di un mezzo di trasporto che l’organizzazione di Abbiategusto 2017 mette gratuitamente a disposizione degli interessati.
Si chiama Ci-Bus una delle novità che non si erano mai viste prima nelle 17 edizioni di Abbiategusto dalle origini ad oggi. Praticamente, l’Autobus del Gusto, ovvero un bus di linea della ditta Stav, da 55 posti, che per tre volte nella giornata di domenica 26 novembre raccoglierà i turisti presso l’ingresso del Quartiere Fiera di via Ticino 72 e li porterà a spasso, accompagnati da Luciano Provinciali, un grande appassionato di storia locale che farà loro da guida.
Durante le quattro tappe del percorso, non mancheranno le occasioni più ghiotte.
La seconda sosta (nei pressi del Castello Visconteo) darà modo a tutti i partecipanti, se lo vogliono, di accostarsi ai banchi di vendita dei piatti della tradizione lombarda cucinati dai volontari del Gruppo Alpini e del Gruppo Cappelletta di Abbiategrasso, oppure di addentrarsi brevemente nei sotterranei del Castello per approfittare del “Tempio del Moscato” di Volpara con i suoi salumi, formaggi e vini, una qualificata rappresentanza di cantine dell’Oltrepò.
La quarta ed ultima sosta invece (a Palazzo Cittadini Stampa, affacciato sul Naviglio Grande a Castelletto) prevede, dopo la visita, la degna conclusione presso l’Antica Posteria Invernizzi, dove Miriam e Gianfranco serviranno il loro speciale e gustosissimo Risotto al Gorgonzola e Castagne e dove si potrà approfittare di prodotti e pietanze dolci e salate di assoluta qualità, dagli affettati di Spigaroli al particolarissimo Crudo di Cuneo, a cioccolato o panettoni artigianali davvero eccezionali che vi proietteranno verso i sapori e le atmosfere del Natale.
Come detto, la corsa con Ci-Bus è gratis, così come il risotto che viene offerto dall’Antica Posteria Invernizzi, mentre le altre consumazioni o gli eventuali acquisti che ciascun partecipante potrà fare o no a proprio piacimento, saranno da pagare al momento.

La partenza di Ci-Bus avviene sempre dall’ingresso della Fiera, via Ticino 72: la prima corsa alle 10.30, la seconda alle 12.30, la terza ed ultima alle 15.00.
Si raccomanda agli interessati di presentarsi puntuali dieci minuti prima dell’orario e si ricorda è gradita (ma non obbligatoria!) la prenotazione telefonando o inviando un messaggio al numero 392 97 66 256.
Le altre due tappe del tour li porteranno all’ex convento dell’Annunciata, in piazza Monsignor Palestra (in fondo a via Pontida), e alla chiesa di San Rocco, in viale Mazzini.

Luoghi e monumenti:

PRIMA TAPPA

Il complesso architettonico dell’Annunciata fu fatto costruire dal duca Galeazzo Maria Sforza a compimento di un voto alla Vergine e venne affidato all’Ordine dei Frati Minori dell’Osservanza di S. Francesco. Il convento fu iniziato nel 1469 e terminato nel 1472, mentre la consacrazione della chiesa a Santa Maria Annunziata avvenne nel 1477. Nel 1810 il convento fu soppresso e l’anno dopo fu trasformato in un ospedale per ospitare la sezione maschile della Pia Casa degli Incurabili, fino al 1873. Il complesso conventuale fu infine frazionato e venduto a privati, cambiando più volte destinazione d’uso, sino a diventare un complesso di piccole abitazioni popolari. Il degrado, dovuto all’uso indiscriminato degli spazi aumentò, fino a che la struttura fu prevalentemente occupata in modo abusivo. L’Amministrazione Comunale acquisì tutto l’edificio nel 1997 e il suo restauro fu ultimato nel 2007.

SECONDA TAPPA

L’attuale Castello Visconteo sostituisce il più antico castello, posto in prossimità della chiesa di S. Maria Vecchia, che fu distrutto dall’imperatore Federico Barbarossa nel 1167. Collocato in modo strategico a ridosso del Naviglio, fu costruito alla fine del XIII secolo, fu ampliato e ristrutturato probabilmente per volontà di Azzone Visconti (1329- 1339). Nel 1354 Galezzo II Visconti dona la rocca alla moglie Bianca di Savoia e da allora sarà tradizione dei duchi di Milano concedere il Castello alle mogli come dono di nozze. Nel 1381 con Gian Galezzo il castello si trasforma da rocca difensiva in dimora signorile. Sarà sempre Gian Galezzo che farà nascere il suo primo erede, Giovanni Maria, qui nel Castello. L’evento del 7 settembre 1388 sarà ricordato con la dedicazione della Chiesa di “Santa Maria Nascente”, oggi nota come S. Maria Nuova. Sarà con Filippo Maria, l’ultimo erede dei Visconti, che il castello vedrà il suo massimo splendore con nuove decorazioni, di cui restano oggi solo alcuni affreschi nel cortile e nelle sale interne con il motto “a bon droit”, a dimostrazione del suo potere assoluto. All’ultimo piano del castello, dove vi erano le prigioni, si vedono incise sul muro le scritte e i disegni lasciati dai prigionieri politici dell’epoca della Repubblica Ambrosina 1447-1450, conclusa con la presa di potere di Francesco Sforza. La figlia naturale di Filippo Maria (poi legittimata) Bianca Maria Visconti sposa di Francesco Sforza, nata e cresciuta qui avrà sempre caro questo borgo, così il suo primo erede Galeazzo Maria Sforza che soggiornerà a lungo anche per seguire i lavori del Convento dell’Annunciata da lui voluto. Nella sala in fondo al primo piano, è stata incisa la data di nascita di Gian Galeazzo Maria Sforza, primo figlio di Galeazzo Maria e Bona di Savoia: “20 giugno 1469”. Ludovico il Moro, fratello di Galeazzo, prediligerà invece il Castello di Vigevano, facendo rinchiudere qui ad Habiate la cognata Bona di Savoia, rimasta vedova. Progressivamente il Castello perde importanza, riducendosi a fortezza, con la fine della dinastia Sforza. E’ sede di scontri tra francesi e spagnoli (1524 -1527), che comportano la rovina di parte dell’edificio. In epoca spagnola il Castello va incontro ad un progressivo degrado, fino al 1658, quando venne parzialmente abbattuto e la sola torre rimasta ribassata, su quattro esistenti. Ridotto a dimora nobiliare, resta in mani private fino al 1862, quando il Comune lo acquista, per collocarvi prima le scuole, poi sedi comunali. Attualmente, dopo un restauro terminato nel 1994 uno terminato nel 2009, ospita la Biblioteca Civica, altri uffici comunali ed è sede di mostre temporanee.

TERZA TAPPA

La chiesa di San Rocco fu costruita nel 1630 dal capomastro svizzero Rusca A. su progetto dell’agrimensore Meraviglia F. La chiesa dedicata a S. Rocco venne costruita su delibera del Consiglio Maggiore dei Ventiquattro (corrispondente all’attuale Consiglio comunale) nel 1630, per invocare la protezione dalla peste che aveva già allora contagiato il borgo e la campagna circostante. Nel 1766 si costruì la sacrestia. Nel 1800 il canonico aprì un passaggio tra la canonica e la cantoria e nello stesso anno costruì la scala per la cantoria. Nel 1925 si rifecero le decorazioni interne su progetto di Raffaello E. L’edificio in origine affacciato sul Naviglio di Abbiategrasso nel punto in cui venne derivato il Naviglio di Bereguardo, prospetta con la facciata leggermente arretrata rispetto all’allineamento degli adiacenti edifici, sull’attuale viale Mazzini.

QUARTA TAPPA

Palazzo Stampa, elegante edificio prospiciente il Naviglio Grande a Castelletto, fu costruito per volontà della ricca famiglia Cittadini, nel XV secolo: non si conosce la data di costruzione, ma i primi documenti risalgono alla fine del XVII sec. Acquistato da Giuliano Baronio nel 1835, passò in eredità alla figlia Laura che sposò il patriota Gaspare Stampa, che vi restò fino alla morte nel 1874. L’accurato restauro portato a termine nel mese di maggio 2014 ha restituito all’antico splendore della sale riccamente decorate da cicli di affreschi con paesaggi bucolici e temi mitologici del XVII secolo. Qui siamo a Castelletto, vero e proprio porto abbiatense, un tempo luogo di scambio, animato da barconi, mercanti e lavoratori. Non è un caso che qui sorsero due storiche osterie, quella di Sant’Antonio (oggi ristorante Orto di Sant’Antonio) e quella (sulla sponda opposta, in Comune di Albairate) dell’Angelo (oggi, da oltre quarant’anni, “Ristorante Al Mago”).